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Il Web non è più lo Stesso di un Tempo.

Privacy Sotto Assedio
Un’impronta digitale circondata da un codice binario che si dissolve, racchiusa in un lucchetto digitale semi-aperto, a rappresentare le crescenti preoccupazioni per la privacy e la sicurezza dei dati online.

Il Web non è Più Quello di una Volta

Negli ultimi decenni, il web ha subito una trasformazione radicale, passando da un ambiente caratterizzato da un accesso aperto e un controllo distribuito a uno dominato da poche grandi aziende e da una crescente centralizzazione. Questo cambiamento ha implicazioni profonde non solo per il modo in cui utilizziamo il web, ma anche per il nostro rapporto con la tecnologia e le interazioni sociali. Inoltre, è interessante notare come il Dark Web rappresenti un altro aspetto del web, con le sue peculiari caratteristiche e implicazioni.

Nei primi anni di vita del web, l’accesso era più aperto e il controllo era distribuito. Questa fase pionieristica era caratterizzata da un forte spirito di comunità e collaborazione, dove individui e piccole imprese potevano facilmente creare e condividere contenuti. L’architettura del web stesso era progettata per essere decentralizzata, favorendo l’innovazione e la libertà di espressione.

Negli ultimi anni, abbiamo assistito a una crescente centralizzazione del web, con un piccolo numero di grandi aziende tecnologiche che controllano una parte significativa delle risorse e delle informazioni online. Jack Goldsmith e Tim Wu, nel loro libro“Who Controls the Internet?: Illusions of a Borderless World”, analizzano criticamente il ruolo di queste grandi aziende tecnologiche, evidenziando come la centralizzazione del potere online stia erodendo la libertà e la privacy degli utenti. Colossi come Google, Facebook, Amazon e Apple hanno accumulato un potere enorme, influenzando non solo l’economia digitale, ma anche il modo in cui le informazioni vengono distribuite e consumate.

Questa centralizzazione ha portato a un maggiore controllo sui contenuti e sulla privacy degli utenti. Le aziende raccolgono dati personali su vasta scala per personalizzare le esperienze utente e le pubblicità, spesso a scapito della privacy individuale. La commercializzazione del web ha trasformato l’esperienza online, rendendola più orientata al profitto che alla libera condivisione di informazioni. Dan Schiller, in “Capitalismo digitale”(Digital Capitalism: Networking the Global Market System), fornisce un’analisi critica di questa economia digitale, evidenziando come le grandi aziende tecnologiche stiano modellando il mercato secondo i loro interessi, spesso a scapito della concorrenza e dell’innovazione.

La questione della privacy è diventata centrale nell’era del web centralizzato. Con l’aumento delle violazioni dei dati e delle preoccupazioni sulla sorveglianza di massa, gli utenti sono sempre più consapevoli dei rischi associati alla condivisione delle loro informazioni online. Questo ha portato a una domanda crescente di maggiore trasparenza e protezione dei dati, nonché a un maggiore interesse per le tecnologie che promettono di restituire il controllo agli utenti, come il Web3 e le blockchain. Luciano Floridi, nel suo libro“Etica dell’intelligenza artificiale. Sviluppi, opportunità, sfide”, esplora il mondo digitale, le sue potenzialità e i suoi rischi, incluso il Dark Web, sottolineando l’importanza di una maggiore consapevolezza e protezione.

L’ascesa dei social media ha rivoluzionato il modo in cui comunichiamo e condividiamo informazioni. Tuttavia, ha anche facilitato la diffusione di disinformazione e fake news. Le piattaforme di social media utilizzano algoritmi che spesso creano “bolle di filtraggio”, esponendo gli utenti solo a contenuti che confermano le loro opinioni esistenti e polarizzando ulteriormente il discorso pubblico. Questa situazione è ben riassunta da una citazione della serie televisiva “Fallout“, dove un personaggio chiede: “Si guadagna molto bene vendendo la fine del mondo?”. Questo spunto riflette la realtà in cui le piattaforme possono trarre profitto dal sensazionalismo e dalla paura, amplificando contenuti estremi per mantenere alta l’attenzione degli utenti e massimizzare le entrate pubblicitarie.

In risposta alla centralizzazione, sta emergendo il concetto di Web3, basato su tecnologie decentralizzate come la blockchain. Don Tapscott e Alex Tapscott , nel loro interessante libro“Blockchain Revolution: How the Technology Behind Bitcoin and Other Cryptocurrencies is Changing the World”, descrivono come la blockchain possa rivoluzionare il web, creando un ecosistema più aperto, sicuro e democratico. Web3 promette di restituire il controllo agli utenti, riducendo la dipendenza dalle grandi piattaforme centralizzate e aumentando la trasparenza e la sicurezza.

Caratteristiche del Web3

Decentralizzazione: Reti peer-to-peer che distribuiscono dati e servizi.
Blockchain: Registri immutabili e trasparenti che non dipendono da un’autorità centrale.
Smart Contracts: Contratti auto-eseguibili che automatizzano transazioni e accordi.
Tokenizzazione: Utilizzo di token digitali per rappresentare asset o utilità specifiche.
Privacy e Sicurezza: Maggiore controllo sui dati personali e transazioni sicure.

Il Dark Web: L’Altro Lato della Medaglia

Parallelamente a queste evoluzioni, esiste un altro aspetto di Internet noto come Dark Web. Sebbene spesso associato ad attività illegali, il Dark Web rappresenta anche un ambiente dove l’anonimato e la privacy sono massimizzati. Manuel Castells, in“Galassia Internet”, esamina come la rivoluzione informatica abbia trasformato la società e l’economia, includendo anche le dinamiche del Dark Web.

Caratteristiche del Dark Web

Anonimato: Uso di software come Tor per mascherare l’indirizzo IP e crittografare le comunicazioni.
Accessibilità Limitata: Non è accessibile tramite browser normali e richiede software specifici per accedere ai siti .onion.
Contenuti Variegati: Ospita sia contenuti legali che illegali, inclusi mercati neri, forum di discussione, e piattaforme per whistleblowers.
Rischi: Associazioni con attività illegali come traffico di droghe, vendita di dati rubati e altro.

Confronto con Web3

Obiettivo: Mentre Web3 mira a decentralizzare e democratizzare il web, il Dark Web si focalizza sull’anonimato e l’accesso a contenuti nascosti o proibiti.
Tecnologia: Web3 utilizza blockchain e smart contracts, mentre il Dark Web si basa su reti anonime come Tor.
Accessibilità: Web3 è accessibile tramite il normale web, mentre il Dark Web richiede software specializzati.
Uso e Percezione: Web3 è visto come un’evoluzione positiva del web, mentre il Dark Web è spesso percepito negativamente a causa delle sue associazioni con attività illegali.

Il web non è più lo stesso di un tempo. La centralizzazione del potere e delle risorse, le preoccupazioni per la privacy e la sicurezza, e l’evoluzione tecnologica hanno trasformato il modo in cui utilizziamo e interagiamo con il web. Tuttavia, le nuove tecnologie e iniziative come il Web3 offrono la speranza di un futuro più aperto e decentralizzato, dove gli utenti possono avere maggiore controllo e trasparenza. Ciccarese Dionisio e Derrick de Kerckhove, nel loro libro “Siamo uomini o digitali?”, analizzano l’impatto delle tecnologie digitali sulla mente umana e sulle interazioni sociali, evidenziando come questi cambiamenti influenzino la nostra vita quotidiana.

Allo stesso tempo, il Dark Web ci ricorda l’importanza dell’anonimato e della privacy, pur presentando sfide significative. Come disse una volta un famoso filosofo, “L’unica cosa costante è il cambiamento”, e il web non fa eccezione. Continuerà ad evolversi, e con esso, anche il nostro modo di viverlo e utilizzarlo. N.B: Ogni link sopra riportato è un link di affiliazione. Se acquisti il libro attraverso questo link, il nostro sito riceverà una piccola commissione, senza alcun costo aggiuntivo per te. Questo supporta il nostro lavoro e ci permette di continuare a fornirti contenuti di qualità. Grazie per il supporto!

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