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Fake It Till You Make It
Lezioni da “Club Life” di Fabrizio Conte

Il film “Club Life”, diretto dall’eccezionale regista Fabrizio Conte, offre una profonda riflessione sulle dinamiche delle relazioni e sul mondo dello spettacolo. Attraverso la storia del protagonista Johnny D., interpretato da Jerry Ferrara, Conte ci porta nelleluci e ombre dei nightclubdi New York, rivelando le complessità dell’ambizione e del successo. Una delle tematiche centrali del film è l’idea del “fake it till you make it”, un concetto che può essere applicato in molteplici ambiti della vita.

Johnny D. si trasferisce a New York con l’intento di guadagnare rapidamente per sostenere la sua famiglia. Attraverso la sua ascesa nel mondo dei club, egli adotta una filosofia che molti riconoscono come “fake it till you make it”. Questo approccio implica comportarsi come se si avesse già il potere e il successo desiderati, con la convinzione che questa sicurezza attirerà realmente tali risultati.

Una delle citazioni più potenti del film, pronunciata dallo stesso Johnny D., incarna perfettamente questo concetto: “Comportati come se avessi potere anche se non ce l’hai, perché quando si accorgeranno che non è vero sarà troppo tardi.” Questa frase sottolinea l’importanza della percezione e dell’atteggiamento nella costruzione del successo. La fiducia in sé stessi può trasformare le proprie circostanze e influenzare il modo in cui gli altri ci vedono, creando opportunità che altrimenti sarebbero inaccessibili.

Un’altra scena memorabile del film vede Johnny D. chiedere a Michelle, interpretata dalla bellissima Angela Bellotte, perché permetta agli uomini di usarla in quell’ambiente. La sua risposta ribalta completamente la percezione di sfruttamento: “Ti dico come funziona. Ci invitano a cena fuori, beviamo gratis tutta la notte. Entriamo immediatamente nei locali più esclusivi di tutto il mondo, ok? Usciamo con le persone più interessanti, creative, divertenti e dinamiche con cui abbiamo mai avuto a che fare nella vita. Vengo trattata come una principessa. Chi usa chi secondo te? Non sei d’accordo?”

Questa risposta offre una prospettiva alternativa sulle dinamiche di potere e vantaggio. Mentre Johnny vedeva la situazione come una forma di sfruttamento, Michelle evidenzia i benefici significativi che lei e altre donne traggono da queste interazioni. Questa riflessione mette in luce comele dinamiche sociali possano essere interpretate in modi diversi, a seconda della prospettiva da cui si osservano.

Il concetto di “fake it till you make it” non si limita solo al mondo dei nightclub. È una strategia applicabile in molti ambiti, dalle carriere professionali alle relazioni personali. Proiettare sicurezza e competenza, anche quando ci si sente insicuri, può portare a risultati concreti e aprire porte che altrimenti resterebbero chiuse. La chiave sta nel mantenere un equilibrio tra l’autoaffermazione e l’autenticità, utilizzando questo approccio come strumento per crescere e migliorare se stessi.

Vale la pena notare che “Club Life” è basato su esperienze reali. Danny A. Abeckaser, che ha co-scritto, prodotto e recitato nel film, ha lavorato nel settore dei locali notturni a New York come promotore. Ha trascorso anni a portare modelle nei club, organizzando feste ed eventi e curando la clientela di celebrità, contribuendo all’apertura di club famosi come Avenue e Marquee. Abeckaser interpreta anche il personaggio di Mark, un promotore di successo che introduce Johnny nel mondo dei nightclub. Questa connessione con la vita realeconferisce al film un ulteriore livello di autenticità e profondità.

Il successo del film è anche merito di una squadra talentuosa e dedicata. La sceneggiatura è stata scritta da Danny A. Abeckaser, Ryan O’Nan e Ryan Vallan, portando sullo schermo una storia avvincente e autentica. La fotografia di Daniele Napolitano cattura perfettamente l’atmosfera vibrante e spesso oscura dei nightclub di New York. Le musiche composte da Gilad Benamram accompagnano la narrazione con una colonna sonora coinvolgente. Il montaggio di Danny Rafic mantiene il ritmo dinamico del film, mentre la scenografia di Kim Fischer e i costumi di Nicky Tobolski contribuiscono a creare un mondo visivamente accattivante e realistico. Un’altra interpretazione memorabile è quella di Robert Davi, che interpreta Bobby, il boss dei locali, aggiungendo un ulteriore strato di tensione e dramma alla storia.

Per chi fosse interessato ad approfondire ulteriormente le dinamiche di potere, l’ambizione e il successo, consiglio vivamente il libro“Influence: The Psychology of Persuasion” di Robert Cialdini. Questo libro esplora i principi della persuasione e dell’influenza, molti dei quali sono direttamente applicabili alle situazioni descritte in “Club Life”. Cialdini spiega come la percezione e l’atteggiamento possano essere potenti strumenti per raggiungere i propri obiettivi, rendendo “Influence” una lettura essenziale per chiunque voglia comprendere meglio le strategie sociali e psicologiche che governano le interazioni umane.

Praticamente, “Club Life” di Fabrizio Conte non è solo un film che esplora il glamour e la frenesia della vita notturna di New York, ma è anche una riflessione profonda sul potere della percezione e dell’atteggiamento. Attraverso le esperienze di Johnny D. e degli altri personaggi, impariamo che il successo spesso deriva non solo dalle nostre capacità, ma anche dacome ci presentiamo al mondo. E che, a volte, comportarsi come se avessimo già raggiunto i nostri obiettivi può essere il primo passo per trasformare quella finzione in realtà.


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