controbattere

Metti alla prova le tue idee e sfida le opinioni

Il silenzio degli ingannati!

La Recita dell'Orgoglio: Shakespeare e l'Inganno
Scopri una versione sintetizzata della celebre citazione di William Shakespeare, adattata per riflettere il comportamento umano: “Il mondo è un palcoscenico, e tutti sono attori. Tuttavia, molti preferiscono salvare la faccia piuttosto che ammettere di essere stati ingannati, trasformando così la verità in una maschera per orgoglio.” Un’analisi sulla natura umana e la gestione dell’immagine sociale.

Erving Goffman, uno dei più influenti sociologi del XX secolo, ha dedicato gran parte della sua carriera allo studio delle dinamiche sociali e delle interazioni umane. Un aspetto particolarmente interessante del suo lavoro riguarda il comportamento delle persone ingannate, che raramente denunciano le frodi per timore di apparire ingenue. In questo articolo, esploreremo le ricerche di Goffman su questo fenomeno, evidenziando come le persone preferiscano negare di essere state truffate perproteggere la propria immagine sociale. Nei capitoli successivi, analizzeremo approfonditamente alcuni dei suoi libri più importanti per comprendere meglio questa dinamica.

Nel suo libro“Il comportamento in pubblico. L’interazione sociale nei luoghi di riunione”, Goffman analizza come gli individui si sforzino di presentare una versione positiva di sé stessi agli altri. Egli osserva che, nella vita quotidiana, siamo costantemente impegnati in una sorta di recita, cercando di controllare e manipolare l’impressione che gli altri hanno di noi. Questa teoria si applica anche alle vittime di frodi, che preferiscono mantenere una facciata di dignità piuttosto che ammettere di essere state ingannate. Le persone ingannate raramente denunciano le frodi per timore di apparire ingenue, preferendo negare di essere state truffate per proteggere la propria immagine sociale.

In“Relazioni in pubblico”, Goffman approfondisce ulteriormente il concetto di gestione dell’impressione. Egli sostiene che le persone ingannate raramente denunciano le frodi perché riconoscere di essere state truffate equivarrebbe a essere considerate ingenue o sciocche. Ammettere di essere stati ingannati significa esporsi al giudizio altrui e rischiare di essere considerati ingenui o sciocchi. Per evitare questa mortificazione, le vittime preferiscono negare l’accaduto o razionalizzarlo in modi che proteggano la loro immagine sociale. Il timore di apparire ingenui porta le persone a nascondere l’inganno subito.

Nel suo libro“Stigma. Note sulla gestione dell’identità degradata”, Goffman esplora come le persone con identità “degradate” gestiscano la loro immagine pubblica. Questo concetto si applica anche alle vittime di frodi, che temono lo stigma associato all’essere stati ingannati. Goffman spiega che le persone cercano di evitare di essere viste come vittime, perché questo potrebbe compromettere la loro posizione sociale e il loro valore agli occhi degli altri. La paura di essere considerati ingenui spinge le persone a nascondere l’inganno subito.

“Le condizioni di felicità” rappresenta un nuovo studio sociologico introdotto in Italia. Goffman tratta le condizioni di felicità in maniera diversa dai precedenti approcci scientifici, basandosi sulle dinamiche conversazionali. L’opera richiama, anche nello stile, il suo approccio caratterizzato dalla presenza di esempi provenienti dall’interazione sociale. Le condizioni di felicità diventano quelle in cui è possibile che lo scambio verbale e non verbale, tra due o più individui, raggiunga un equilibrio, un’armonia tale da rendere quel tipo di relazione completa e lontana da allusioni o inesattezze che l’altro potrebbe cogliere. Un Goffman inedito, che completa il suo percorso scientifico lasciando un’analisi sociolinguistica a studiosi di scienze sociali e non solo. Anche in questo contesto, Goffman suggerisce che le persone preferiscono mantenere una facciata di dignità piuttosto che ammettere di essere state ingannate.

Le ricerche di Erving Goffman ci offrono una prospettiva preziosa su perché le persone ingannate raramente denuncino le frodi. La paura di apparire ingenui e il desiderio di proteggere la propria immagine sociale spingono le vittime a negare o razionalizzare l’inganno subito. Questo comportamento, sebbene comprensibile dal punto di vista psicologico, ha implicazioni significative per la società, poiché permette ai truffatori di agire impunemente e perpetuare ulteriori inganni. Goffman ci invita a riflettere su come le dinamiche sociali influenzino il nostro comportamento e su come possiamo, come società, creare un ambiente in cui le vittime si sentano più sicure nel denunciare le frodi senza temere per la loro reputazione.

In un mondo dove le persone spesso credono a tutto e cercanofigure di potere a cui affidarsi, è importante riconoscere che l’apparente buona fede di queste figure può nascondere intenzioni ingannevoli. Eppure, il timore di apparire sciocchi porta molte persone a mantenere il silenzio, evitando di ammettere di essere state truffate. Questo atteggiamento perpetua un ciclo di inganno e protezione dell’immagine sociale, a discapito della verità e della giustizia.


Nota: Questo sito contiene link affiliati, il che significa che in caso di acquisto di qualcuno dei libri segnalati riceveremo una piccola commissione (che a te non costerà nulla): un piccolo contributo per sostenere questo sito e la realizzazione di questo progetto. Grazie per il sostegno!

Leave a Reply