controbattere

Metti alla prova le tue idee e sfida le opinioni

Intervista Esclusiva con Claudio Simeoni

Claudio Simeoni, una figura di riferimento nel campo degli studi religiosi, si distingue per la sua approfondita comprensione delle tradizioni spirituali e la sua prospettiva critica e illuminante. Riconosciuto a livello internazionale per il suo impegno nel promuovere la diversità religiosa e nell’analizzare il ruolo della religione nella società contemporanea, Simeoni offre un contributo unico alla riflessione su queste tematiche.

La sua voce franca e autentica invita i lettori a esplorare una visione più autentica della religione, basata sull’utilità sociale e sull’arricchimento emotivo personale. Attraverso un approccio pragmatico e orientato al servizio pubblico, Simeoni spinge alla riflessione e all’approfondimento delle questioni religiose, offrendo una prospettiva illuminante sul ruolo e la costruzione della religione nell’attuale contesto sociale.

Questa introduzione mette maggiormente in evidenza l’approccio critico e illuminante di Simeoni nel campo degli studi religiosi, e collega in modo più chiaro le sue qualità accademiche e il suo impegno nel promuovere una visione autentica e utilitaria della religione con l’argomento della sua risposta.

Ecco la risposta di Claudio Simeoni:

Costruire una religione come un gruppo di persone che segue una “fede” o costruire una religione come un complesso di idee, principi, modi di guardare alla vita che possano essere utili agli uomini al di là che questi seguano quella religione o che, pur non considerandosi aderenti a quella religione, ne manifestano e praticano i principi?

Un individuo che costruisce una religione e che parla di una divinità e della relazione fra quella divinità e gli uomini, sta promuovendo sé stesso, non sta costruendo qualche cosa che sia utile agli uomini. La tecnica evangelica del “In verità, in verità ti dico…” è una tecnica usata da tutti quelli che vogliono radunare uomini in nome di un Dio di cui loro sono i rappresentanti.

Si tratta della tecnica della setta cristiana che raggruppa persone allontanandole dalla società affinché riconoscano quel “profeta” come portavoce di Dio. In queste persone non trovi molto spessore culturale. Le loro frasi sono semplici, devono far colpo sulle persone e non devono allontanarsi troppo da quanto, le persone del gregge che stanno formando, già credono.

Io ora non ricordo cosa dico, esattamente, in quel filmato, ma quando decidi che quello che fai deve essere utile agli uomini e non a te stesso, arrivi a costruire una struttura di pensiero estremamente articolata perché non vai a dire alle persone “Il Dio vuole che voi…”, ma devi dire dove sono le asperità e le contraddizioni della società in cui vivi e che cosa è necessario fare per rimuoverle. Questo si arriva a farlo in mezzo a decine di persone che vengono a dirti che cosa tu dovresti fare affinché loro ti possano riconoscere, Se il tuo proposito è quello di aggregare persone ti adegui a quanto ti chiedono, se il tuo proposito è costruire una visione sociale, religiosa, etica, morale, ecc. che sia utile agli uomini, mandi a “cagare” queste persone e continui a lavorare. Per contro, queste persone si preoccuperanno di sputtanarti perché loro pensano di sapere che cosa fare e tu, facendolo, stai disturbando la loro immaginazione.

Essere contro le religioni, non è essere contro il sentimento religioso, emotivo delle persone, è essere contro la definizione ideologica con cui le religioni giustificano sé stesse e, a quella definizione ideologica (che può essere cristianesimo, islamismo, buddismo, ebraismo, induismo, ecc.) opporre una diversa struttura ideologica, un diverso pensiero religioso, capace di definire in maniera diversa la realtà trascendente dell’uomo e il percorso di vita dell’uomo in funzione di quella realtà trascendente. Una realtà trascendente che deve essere in grado di misurarsi e di articolare il proprio discorso religioso al punto tale da negare ogni pretesa di realtà oggettiva ad ogni altro sistema di pensiero religioso.

Per essere tolleranti rispetto ad una persona che segue un diverso sistema religioso, è necessario essere intolleranti, e sto parlando di intolleranza ideologica, di idee, non di intolleranza fisica che porta ad aggressioni, emarginazioni o censure sociali, rispetto al suo sistema ideologico religioso. Io posso mangiare, lavorare e divertirmi con dei cristiani. Questo perché sono persone, ma quando il cristiano manifesta il suo perché è un cristiano lui sta offendendo me, il mio sistema di pensiero ed io, opponendo le mie idee alle sue, egli mi percepisce come offensivo. La tolleranza consiste nel rimanere nell’ambito della discussione delle cose e delle idee, non nell’accettazione del sistema religioso dell’altro.

Ateismo e agnosticismo sono tutti aspetti cristiani che negano l’aspetto formale, ma non la sostanza dei principi e per come questi agiscono sull’uomo.

Tutte le categorie che usi, tipo: “Comunità e coesione sociale: Ricerca di significato: Tolleranza e rispetto per la diversità: Integrità e trasparenza: Impegno per il bene comune: ecc.” Si tratta di categorie religiose cristiane che implicano l’esistenza di progetti di immiserimento sociale, emarginazione, costruzione della povertà, costruzione di conflitti per la supremazia religiosa e sociale capillarmente diffusi in nome della sofferenza da necessitare di iniziative i cui contenuti siano: “Comunità e coesione sociale: Ricerca di significato: Tolleranza e rispetto per la diversità: Integrità e trasparenza: Impegno per il bene comune: ecc.” Ma la costruzione della miseria e dei conflitti è la strategia generale mentre, quelle che tu citi, sono le forme palliative per continuare a legittimare la costruzione della miseria sociale.

Io non sto costruendo una religione perché alcune persone credano in quello che sto facendo. Io sto costruendo una religione affinché questa possa essere uno strumento che possa servire alle persone nella società in cui vivono e per la società in cui vivono.

E perché lo faccio? Perché io ho relazioni col divino, ma non uso quelle relazioni col divino per dire alle persone di “credere in me”. Dico alle persone: questi sono gli strumenti, se ti possono servire usali, altrimenti lasciali. Io non promuovo me stesso come persona, promuovo un sistema di pensiero ogni giorno più complesso e, ogni giorno, è sempre più lontano dalla superficialità e per conoscerlo necessita di impegno; un impegno che allontana i superficiali.

Ma perché lo faccio se non mi porta un utile? Perché l’utile che mi porta è un utile religioso, l’ampliamento della mia frequentazione con le emozioni del mondo. Non mi porta denaro, non mi porta seguaci, non mi porta fama. Mi porta solo insulti di chi ritiene che dovrei fare e dire ciò che lui vuole perché lui ha fede in paradisi, inferni, karma, reincarnazione, destino o in un divino che ritiene superiore.

In ultima analisi: io sto costruendo una sistema ideale religioso perché questo coinvolge i miei desideri, le mie emozioni, le mie passioni e i miei bisogni.

by Claudio Simeoni

Consigli di Lettura su Claudio Simeoni

Se sei interessato a approfondire ulteriormente le idee e i pensieri di Claudio Simeoni, ecco alcuni libri consigliati che esplorano in profondità i temi discussi nell’intervista. Clicca sui titoli dei libri per acquistarli:

  1. Il crogiolo dello stregone – Questo libro raccoglie i testi sul tema “Il Crogiolo dello Stregone”, ovvero tecniche e conoscenze per la pratica della Stregoneria, intesa come arte della trasformazione soggettiva contrapposta all’imposizione del modello cristiano. Simeoni approfondisce come la stregoneria possa essere una via per la liberazione personale e spirituale, in netto contrasto con le strutture dogmatiche imposte dalle religioni tradizionali.
  2. La teoria della filosofia aperta – In questo volume, Simeoni presenta la “Teoria della Filosofia Aperta” come risposta alle limitazioni imposte dalle filosofie e teologie tradizionali. Analizzando le idee proposte dalla filosofia negli ultimi due secoli, Simeoni dimostra l’attualità e la necessità delle idee teologiche, filosofiche, sociali e pedagogiche della religione pagana. Questo libro è un’opera fondamentale per comprendere come la religione pagana offra una visione alternativa e arricchente della realtà umana e divina.
  3. La teoria della filosofia aperta (Vol. 5) Nel quinto volume della serie, Simeoni confronta le idee della dialettica come metodo di formazione religiosa della realtà dell’esistenza con le filosofie ontologiche di pensatori come Marx, Engels, Nietzsche, Heidegger, Sartre e Jaspers. Egli contrappone la visione della Religione Pagana, che mette l’uomo e gli Esseri della Natura al centro dell’universo esistenziale, alle filosofie che pongono un dio creatore come padrone dell’universo. Questo libro offre una profonda riflessione su come la religione pagana possa fornire un quadro esistenziale e spirituale più libero e responsabile rispetto alle religioni dogmatiche.

Nota: Alcuni dei link in questo articolo sono link di affiliazione. Se acquisti tramite questi link, potremmo ricevere una commissione senza costi aggiuntivi per te. Grazie per il tuo supporto!

Leave a Reply